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Lost in Bifest 2.0 – Viaggio tra le opere prime e seconde – giorno 5 (25 aprile)

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Siamo giunti al traguardo di questo viaggio, ma prima dei saluti finali, non posso non parlarvi dell’ultimo film in concorso, la cui proiezione è stata riservata solo a noi membri della giuria.

Lost in Bifest 2.0 giorno 5 Brutti e CattiviBrutti e Cattivi, film d’esordio di Cosimo Gomez, si discosta totalmente da tutte le altre pellicole selezionate per il Bifest di quest’anno. Protagonista della storia è una banda di strambi e inesperti criminali: il capo del gruppo è Papero (Claudio Santamaria), un uomo senza braccia che proviene da una famiglia circense; la sua compagna, Ballerina (Sara Serraiocco), è una bellissima e astuta ragazza priva di braccia; ad aiutarli ci sono un nano rapper chiamato Plissè (Simoncino Martucci) e un rasta tossico detto “il Merda” (Marco D’Amore). Insieme organizzano una rapina in banca il giorno della Vigilia di Natale. Disposti a tutto, anche a tradirsi reciprocamente e ad uccidere senza scrupoli, i quattro tenteranno di portare a termine il furto, ma una serie di colpi di scena complicherà il loro piano. Una commedia esilarante, risultato di una brillante commistione di generi, dal thriller al noir, dal comico al grottesco. Cosimo Gomez ha caratterizzato i protagonisti quasi come dei personaggi dei fumetti, senza approfondimenti psicologici, ma solo con il gusto di sorprendere e divertire, servendosi di un cast d’eccezione.

Tito e gli Alieni Lost in Bifest 2.0 giorno 5Al termine della proiezione, noi della giuria ci siamo confrontati e abbiamo deciso i vincitori del concorso. Queste le nostre decisioni e le motivazioni delle nostre scelte. Miglior regia: Tito e gli Alieni di Paola Randi, perché è un film fresco, emozionante e a tratti brillante, diretto con mano leggera e spericolata. Un originale cocktail di road movie e fiaba fantastica, che apre il cuore alla speranza. Migliore attore protagonista: Valerio Mastandrea (Tito e gli alieni) perché il vero alieno di questa fiaba ricca di avventura e di passione è proprio lui, “il professore”, con il suo volto segnato, i suoi occhi che si accendono di lampi improvvisi e la sua ironia giovane e pacata. Migliori attrici a pari merito: Alba Rohrwacher e Valeria Golino (Figlia mia). Una è un fiume in piena, l’altra l’argine. Due attrici perfette che raccontano la generosa condivisione di un amore materno tanto esclusivo quanto imperfetto. Migliore attrice rivelazione: Raffaella Giordano (L’intrusa). Un’interpretazione elegante, intensa e misurata, capace di esprimere una profonda pietas senza nascondere la durezza della realtà come avviene nella vita. Miglior attore rivelazione: Simone Liberato (Cuori puri), che, con la sua energia e la sua fisicità imponente, dipinge la figura di un “coatto” che trova la sua strada nelle asprezze della strada e ne esce con il cuore puro. Si conclude così anche quest’anno un viaggio emozionante, che ci ha fatto commuovere, sorridere, ma anche riflettere e provare tanta rabbia attraverso la lucida descrizione della nostra realtà contemporanea. Un ringraziamento speciale a La Scatola Blu per averci permesso ancora una volta di condividere con voi la nostra esperienza.

Al prossimo anno!

Stay tuned

Angela Molinaro

 

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Angela Molinaro

Cresciuta a libri, musica e cinema, da bambina, mentre le sue coetanee sognavano il principe azzurro, lei si immaginava in giro per il mondo a scoprire città perdute, templi antichi e oggetti preziosi. Sognava una vita come quella di Indiana Jones, ma al momento la sua assomiglia di più a quella di Bridget Jones: il cognome è lo stesso, ma qualcosa deve essere andato storto. Con gli anni poi ha capito che la filologia era la sua vera vocazione, gettando nel panico parenti e amici che hanno ormai rinunciato a capire precisamente di cosa si occupa. Trascorre le sue giornate a studiare papiri e a tradurre il greco e il latino, ma appena può, lascia tutto, mette uno zaino in spalla e se ne va in giro ad ascoltare concerti o a scoprire posti nuovi.

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