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Diario dal Far East Film Festival – 6° giorno – 26 aprile 2017

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Diario dal Far East Film Festival – 6° giorno – 26 aprile 2017

Diario dal Far East Film Festival - 6° giorno – 26 aprile 2017 Mifune The Last SamuraiGrande giornata la 6° del FEFF, con delle proiezioni davvero interessanti e con ospiti molto celebri. In mattinata la principale attrattiva è stato il lungometraggio prodotto tra Hong Kong e Cina di nome “Extraordinary Mission”. Un film d’azione al cardiopalma che ha coinvolto lo spettatore per tutta la sua durata, d’altronde come biglietto da visita presentava una co-direzione tra Anthony Pun e il più celebre in Cina, Alan Mak, uno dei creatori della saga di Infernal Affairs (film da cui poi Scorsese ha realizzato il remake intitolato “The Departed – Il bene e il male”).

Subito dopo, alle 13.25, è andato in onda “Mifune: The last samurai” di Steven Okazaki, un documentario che parla ovviamente del grande attore giapponese Toshiro Mifune, e delle sue celebri collaborazioni con una personalità del cinema nota a tutti, Akira Kurosawa. Ideale per chi avesse un po’ di nostalgia, di quello che era il cinema nipponico di una volta.

Diario dal Far East Film Festival - 6° giorno – 26 aprile 2017 made in Hong KongLa serata infine è stata a dir poco sensazionale. Alle 20.00 si è proiettato “Made in Hong Kong” di Fruit Chan, capolavoro del 1997 (ovviamente non in concorso al FEFF di quest’anno), restaurato in 4k grazie al volere di questo festival e dal laboratorio “L’immagine ritrovata” di Bologna, presente con una sede  anche a Hong Kong. Regista e produttore in sala, affiancati da un’altra grande presenza, Marco Müller, il primo che tra l’altro che aveva scoperto questa pellicola e l’aveva portata al Festival di Locarno nel 1997 stesso.

Infine ultimo spettacolo della giornata, alle 22.00 si è proiettato “Fabricated City” ultimo lungometraggio del regista Park Kwang-hyun (anch’egli presente in sala), conosciuto già dalla Scatola Blu per il suo precedente e toccante film “Welcome to Dongmakgol”. Il film presentato è un mix di thriller, azione fisica e psicologica, accompagnato da un’atmosfera cibernetica di ultima generazione. Un’opera che potrebbe creare discrepanze nel pubblico, e quindi assolutamente da non perdere!

Pierluigi Gugliotta

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