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Tuvalu di Veit Helmer: elegia d’amore per il cinema delle origini

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Accompagnati da scene prive di dialoghi e da interpretazioni che ricordano i film di Charlie Chaplin, Tuvalu di Veit Helmer ci dona una visione del mondo moderno, sotto tutti i suoi punti di vista, positivi e negativi, attraverso le tecniche del cinema del primo novecento.

Siamo infatti catapultati in questo mondo parallelo, una sorta di realtà che ricorda l’Unione Sovietica (location più che cara al regista e presente anche in altri suoi film), priva di colore. Troviamo infatti alternanza tra atmosfere seppia o tonalità bianche e nere.

Tuvalu di Veit Helmer RecensioneLa storia è allo stesso tempo semplice e complicata. Fulcro principale sono infatti i sentimenti umani, rappresentati dai personaggi principali del film. Anton (Denis Lavant) incarna l’amore puro e devozione; Eva, tra l’altro interpretata da Chulpan Khamatova, famosa ai più per aver interpretato Lara in Good Bye Lenin!, che invece rispecchia sì vero amore e passione, ma anche ingenuità; Gregor (Terrence Gillespie) il quale ritrae tutti i sentimenti più oscuri dell’uomo, ovvero bramosia, egoismo, e cattiveria pura.

L’ambientazione in cui tutto si svolge, è una sorta di piscina comunale gestita da Anton e suo padre (Philippe Clay), che al momento delle vicende mostrate nel film si trova in una situazione tutt’altro che buona. È infatti in pericolo di crollo, e quindi considerata insicura. Compito dei protagonisti, oltre quello di realizzare i proprio sogni d’amore e di viaggio, sarà quello di unirsi tutti insieme, per cercare di far andare avanti l’attività, e, alla fine, averla vinta sul male.

Con Tuvalu, Veit Helmer ci mostra una realtà in cui l’imprenditoria e l’industria moderna cercano di fagocitare tutto a qualsiasi costo, anche se ciò significa affossare le classi sociali più deboli, ingannandole. A combattere queste forze maligne però, ci sono le emozioni umane più pure, ovvero amicizia e amore, che alla fine la spunteranno in quella che può essere considerata una battaglia fra forze benevoli e perfide.

Tuvalu Denis LavantLa fotografia, i dialoghi poco presenti, e le location, contribuiscono inoltre a dare alla pellicola un clima, che in un certo senso possiamo definire molto vicino al cinema genuino e sincero delle origini. Attraverso queste immagini che sembrano provenire da un passato ben più remoto di quello in cui è stato girato il film, Tuvalu ci racconta la realtà quotidiana, attraverso occhi e periodi differenti da quelli odierni, sia per regalarci un film da ricordare, sia per darci una visione ironica dell’attuale mondo del business, a cui forse dovremmo dare più attenzione, e sviluppare tra noi quell’amicizia e quell’amore che troviamo davanti a noi.

Pierluigi Gugliotta

 

SCHEDA TECNICA

Titolo Originale:   Tuvalu

Regia:   Veit Helmer

Sceneggiatura:   Michaela Beck, Veit Helmer, Ljudmila Merdzhanska

Interpreti principali:   Denis Lavant, Chulpan Khamatova, Philippe Clay, Terrence Gillespie

Produzione:  Veit Helmer

Origini:  Germania 1999

Trailer

Pierluigi Gugliotta

Appassionato di cinema, libri, videogiochi, mitologie, viaggi e culture straniere, spera un giorno di diventare poliglotta e di fare il giro del mondo (magari a cavallo di un drago).

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