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Laissez Bronzer Les Cadavres di Hélène Cattet e Bruno Forzani:

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Un frammentario prologo introduce Laissez bronzer les cadavres, per la regia di Hélène Cattet e Bruno Forzani, mostrandoci un luogo isolato ed assolato, tra rocce e rovine, laddove un gruppo di avidi individui ben presto si ritroverà coinvolto in una sanguinosa resa dei conti al fine di difendere ed accaparrarsi l’oro provento di una rapina.

Laissez bronzer les cadavres locandinaUn film che lascia parlare le immagini, il sangue, i corpi, i simboli, la luce abbagliante del sole, dall’impianto narrativo pressoché inesistente, volutamente dimenticato dai registi a favore di una impronta estetica propria di un cinema libero e spregiudicato.

I personaggi non sono mai tratteggiati e si muovono, rigorosamente armati, in uno spazio circolare ben definito, attorno all’auto che contiene l’oro, tra i nascondigli naturali e le rovine di un ambiente ostile ed arido come la loro essenza.

Le immorali dinamiche che li spingono ad agire non sono nemmeno accennate e l’emotività risalta solo dai volti tesi e cattivi, dagli sguardi minacciosi, mirabilmente catturati dai registi con primi piani continui e prospettive di ripresa che rimandano al cinema italiano degli anni 70, quello vero che non si fa più, e ai nostri film di genere (western e horror su tutti), esempi riconosciuti per il cinema hollywoodiano e non solo.

Un imperfetto escamotage scandisce il tempo (o scandisce le azioni nel tempo), per poi consentirci di vivere le sparatorie e gli agguati dalla prospettiva di ciascun personaggio (come accadeva in Jakie Brown di Quentin Tarantino).

Un cinema, quello di Hélène Cattet e Bruno Forzani, che con innegabile coerenza non nasconde allo spettatore il dettaglio truculento e non risparmia visioni e simbolismi perversi (mani repellenti su corpi nudi, seni che Laissez bronzer les cadavres recensionesecernono liquidi), ma che allo stesso tempo manifesta una idiosincrasia al racconto, che soprattutto nello sviluppo della seconda parte del film si fa piuttosto pesante da digerire.

Si può rimanere confusi o appagati da tale potenza visiva, ma non certo indifferenti.

Laissez Bronzer les Cadavres è, dunque, un film che può dirsi riuscito o meno a seconda della reazione che suscita ai titoli di coda, ma è innegabilmente maturo nelle intenzioni e nello stile e rappresenta l’avanguardia della sperimentazione in Francia, laddove evidentemente non viene lesinato il supporto a determinati autori.

Un’opera che, oso dire, al di là dell’apprezzamento o del distacco che può suscitare, porta conseguentemente ad interrogarsi sullo stato attuale del cinema di genere italiano, che raramente riesce ad offrire produzioni non condizionate dalla necessità di piacere a tutti.

SCHEDA TECNICA

Titolo originale: Laissez Bronzer les Cadavres

Regia: Hélène Cattet, Bruno Forzani

Attori: Elina Löwensohn, Stéphane Ferrara, Bernie Bonvoisin, Michelangelo Marchese.
Sceneggiatura: Hélène Cattet, Bruno Forzani
Fotografia: Manuel Dacosse

Paese: Francia
Genere: Western, Horror
Produzione: Anonymes Films, Tobina Film, Canal+, Ciné+, BE TV, VOO

Anno: 2017
Durata: 90 minuti 

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