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Dov’è il Mio Corpo? di Jeremy Clapin: Un Film di Animazione che Accompagna per Mano alla Scoperta del Mutevole Gioco del Destino

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Dov'è il mio corpo locandinaTEMATICHE ESISTENZIALI SPALANCANO LE PORTE AD UN MODO ADULTO DI PERCEPIRE IL CINEMA DI ANIMAZIONE CON JEREMYY CLAPIN, CHE CI PARLA DELLE PICCOLE COSE CHE DETERMINANO IL DESTINO CON IL SUO “DOV’E` IL MIO CORPO”.

Una mano mozzata scappa dal frigorifero di un ospedale, intraprendendo un viaggio alla disperata ricerca del proprio corpo d’origine. Lungo le strade piene di insidie di una Parigi caotica, combatte per la sopravvivenza, mossa dai dolci ricordi e le belle sensazioni provate quando era ancora attaccata al corpo di Naoufel, un giovane di origine magrebina. Nei suoi caldi ricordi il vissuto di un bambino che vive circondato dall’amore dei suoi genitori che ne incoraggiano la personalità, curiosa e sensibile. Ma il destino ha altri progetti ed ecco il primo distacco: la perdita dei genitori in un incidente d’auto. La mano ora ricorda un Naoufel ragazzo che vive passivamente la sua vita e che, da essere un grande sognatore, è diventato un fallimentare fattorino di pizze. Il bambino curioso è solo un ricordo intrappolato in un ragazzo apatico che si sta facendo sfuggire la vita di mano. Finché il destino, che con la sua crudeltà gli ha strappato via i sogni, ora gli fa dono di un fortuito incontro con la bibliotecaria Gabrielle, una ragazza che lo porterà ad uscire dall’inerzia e a dare, con le sue mani, una decisiva sterzata al fato.

Candidato all’Oscar 2020 come miglior film di animazione, vincitore di numerosi premi tra cui ricordiamo essere stato il primo film di animazione ad aver vinto il Premio della Critica al Festival del Cinema di Cannes nel 2019. Jeremy Clapin con il  suo Dov’è il mio corpo? spalanca le porte al un nuovo modo, più adulto e maturo in cui l’industria cinematografica inizia a concepire i film di animazione.
Dov'è il mio corpoCon colori sintetici che diventano strategicamente più caldi nei ricordi passati e più freddi durante un presente alienato; uno stile grafico semplice e dai tratti eseguiti a mano, con cui il regista esprime concetti esistenziali intensi come la perdita, l’amore e una vita tra passato, presente e futuro caratterizzata dal destino e dalle piccole scelte che lo definiscono.

Basato sul romanzo di Guillaume Laurant Happy Hand, in cui la mano protagonista illustra le sue emozioni grazie ad una voce che narra le beffarde vicende del destino, in Dov’è il mio corpo? invece Jeremy Clapin utilizza simbolicamente una fastidiosa e quasi onnipresente mosca per personificare l’imprevedibilità del fato. Conduce lo spettatore in un viaggio sensoriale, cinematograficamente girato dalla curiosa prospettiva della protagonista, una mano che nonostante il suo essere muta riesce a trasmettere ogni emozione grazie al tatto. Le parole sono quasi assenti e al loro posto c’è la musica, una fantastica colonna sonora composta da Dan Levy, che calca le emozioni provate durante il viaggio. Lo spettatore riesce a toccare con mano ogni ricordo, come ad esempio nella commovente scena in cui Naoufel accarezza la sabbia calda tra le dita.
Ci muoviamo tra una commistione di generi, dall’azione al romantico, che  rendono il film un puzzle e grazie alla connessione di ogni pezzo, più importante del finale stesso, ci insegna che alcune volte è necessaria la perdita, il sacrificio di qualcosa di sé, per riconciliare la psiche e ritornare ad essere artefici del proprio destino.

Lo potete trovare su Netflix

SCHEDA TECNICA

Titolo originale: J’ai perdu mon corps
Lingua originale: Francese
Regia: Jérémy Clapin
Sceneggiatura: Jérémy Clapin, Guillaume Laurant
Musiche: Dan Levy
Genere: animazione, drammatico, fantastico
Paese di produzione: Francia
Anno: 2019

 

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