Home » articoli » recensioni » Bunny and the Bull, di Paul King: Oltre la parete dei ricordi

Bunny and the Bull, di Paul King: Oltre la parete dei ricordi

recensioni

Stephen è un ragazzo molto solo, relegato in casa da tempo, una sorta di hikikomori che passa le giornate depennando le attività più banali, come dormire o mangiare; catalogando filo interdentale o cannucce usati; collezionando scatole fino a costruirne una parete, dietro cui si nascondono i ricordi di quella che è stata l’avventura più emozionante e terribile della sua vita.

Bunny and the Bull di Paul King locandinaDi questa avventura, grande protagonista è stato il suo amico Bunny. I due non potrebbero essere più diversi: l’uno molto organizzato e razionale, l’altro decisamente impulsivo; uno donnaiolo, l’altro in sciopero dal sesso. Anche la loro idea di vacanza è completamente diversa: uno vorrebbe andare in giro per musei, l’altro in giro per alcool, donne e gioco d’azzardo. Tra cibo, scommesse e incontri singolari, il rapporto tra i due e il loro rapporto con le donne viene sviscerato. Ognuno dei due dipende dall’altro in qualche modo; se Bunny si approfitta materialmente di Stephen per finanziare i suoi vizi, Stephen d’altronde ha bisogno di Bunny per ritrovare un po’ di autostima e il coraggio per affrontare le donne e il mondo in generale. Il loro rapporto è così simbiotico che vien da chiedersi se Bunny esista davvero, se non è solo una delle personalità di Stephen, un’ombra.

Bunny and the Bull La vacanza vede i due amici più volte in conflitto e sembra si stia per arrivare ad una rottura quando Stephen prova a farcela da solo, ad emanciparsi, a costruirsi un futuro che non necessità della presenza di Bunny anche se quest’ultimo, cinico com’è, cerca di sabotare i piani dell’amico. Ma non sarà questo a turbare in maniera così profonda il nostro protagonista, sarà proprio l’incontro col toro del titolo, vero o simbolico che sia, a far precipitare la delicata psiche di Stephen e a metterlo quindi nella condizione di dover necessariamente affrontare i suoi fantasmi. Ed è questo quello che Stephen in realtà cerca di fare (o non fare) per tutto il film. Quello che all’inizio sembrava la storia divertente e briosa di un’amicizia e di un viaggio, nel quale i due protagonisti attraversano l’Europa in lungo e in largo arrabattandosi tra situazioni surreali e figuri strampalati, si rivela per essere un percorso di formazione, che descrive quello che tocca fare quando si vogliono affrontare i propri limiti. Un viaggio che, come Stephen comprenderà infine, è dentro sé stessi e per quanto ci si voglia aggrappare ai ricordi e agli affetti, va fatto da soli.

Giusy Anglani

SCHEDA TECNICA

TITOLO: Bunny and the bull

REGISTA: Paul King

SCENEGGIATORE: Paul King

INTERPRETI PRINCIPALI: Edward Hogg (Stephen), Simon Farnaby (Bunny), Verónica Echegui (Eloisa)

SCENOGRAFIA: Gary Williamson

FOTOGRAFIA: John Sorapure

COSTUMI: Sam Perry

MUSICHE: Ralfe Band

PRODUZIONE: Screen Yorkshire e Warp X

PAESE E ANNO: Gran Bretagna 2009

COLORE O B/N: Colore

Post simili